Pasta gluten free: un settore in forte espansione.

Il Gluten Free Expo, salone internazionale dedicato al mercato e ai prodotti senza glutine, ogni anno redige un Osservatorio sul mercato senza glutine e le sue dinamiche.
Negli ultimi anni un settore in forte espansione è quello della pasta gluten free, sia secca che fresca e ripiena. In questo comparto negli ultimi anni si sono affacciati sia nuovi pastifici dedicati esclusivamente alla produzione di pasta senza glutine, sia aziende storiche del settore tradizionale che hanno affiancato la linea di pasta gluten free a quella convenzionale.

Più nel dettaglio il campione di aziende intervistate è così suddiviso: il 49,5% di aziende produce esclusivamente prodotti gluten free, mentre il 50,5% ha sia una linea tradizionale che senza glutine.

Di queste, il 21,3% è impegnata nel comparto pasta con una o più referenze, sia che si tratti di pasta fresca, secca o ripiena.

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Nell’ultimo anno il mercato gluten free ha registrato trend di vendita molto significativi con vendite a valore che segnano +20,6%, mentre le vendite a volume hanno registrato +19,3%. L’aumento delle referenze a scaffale è pari al 19,5%.

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In particolare, il comparto pasta rappresenta quasi il 14% dell’intero volume d’affari del settore gluten free.
Nell’ultimo periodo in Italia, l’andamento positivo di questo mercato è dovuto, oltre all’aumento di persone che acquistano prodotti senza glutine per necessità, anche a fattori legati ai nuovi stili di consumo. Nella scelta di un prodotto, infatti, il 34% dei consumatori cerca prodotti che lo aiutino a seguire uno stile di vita sano, mentre il 23% ricerca prodotti con ingredienti naturali. Questi nuovi stili alimentari sono una diretta conseguenza del successo delle nuove referenze di pasta a base di legumi e cereali alternativi.

Nello specifico, nell’ultimo anno il comparto di pasta gluten free ha registrato un aumento delle vendite a volume del 15,3 % (che corrisponde a 6.360.581 kg di pasta), mentre nelle vendite a valore l’aumento si attesta sui 16,6%, pari a circa 30.772.954 €.

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A livello nazionale l’incidenza delle vendite a volume della pasta senza glutine è così suddivisa: 36% nell’area nord-ovest, 25,7% centro e Sardegna, 22,6% nord-est e 15,7% sud.
Per quanto riguarda l’ingredientistica, nel settore pasta senza glutine si sta riscontrando un maggior utilizzo di materie prime alternative, come legumi e cereali alternativi. Il mais rimane un ingrediente di base molto utilizzato, mentre il riso come ingrediente principale non è più così diffuso.

La crescita di questo mercato segna anche un’evoluzione nei canali di vendita che vede la presenza a scaffale della pasta senza glutine non più esclusivamente nel dettaglio specializzato (9,9%), ma sempre più diffusa nei supermercati (70,5%) e ipermercati (19,6%).
Da sottolineare come il fenomeno dei prodotti senza glutine stia interessando la GDO, non solo per il comparto pasta, ma in tutte le referenze.
Inoltre, è importante evidenziare che quasi il 13% dei prodotti del largo consumo confezionato riporta in etichetta il claim “senza glutine”.
L’interesse della GDO nel settore pasta senza glutine sta crescendo sempre di più, tanto che la quota relativa alla pasta senza glutine a marchio delle insegne rappresenta l’11%.

Questa crescita si riflette sull’intera filiera della pasta che vede nell’Italia uno dei leader indiscussi di questo settore, sia nel prodotto finito, che nei macchinari e nelle materie prime.

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